Fedelissimi sdoganatori 3.0

Probabilmente dovrei rassegnarmi alla convinzione della mia amica Rosy (ormai emigrata), secondo cui la Calabria sarebbe un laboratorio dove si sperimenta in anteprima ogni possibile sconcezza politica. Pensavo che nulla mi avrebbe potuto turbare più di quanto abbia fatto la strana morte di Orsola Fallara a Reggio Calabria, che ha gettato numerosissime ombre  sulla politica e le sue oscure relazioni. DSCN0152Ma in effetti si incappa saltuariamente in situazioni orride e paradossali che non smettono di suscitare sgomento, dandoci  la misura di quanto, in fondo, si riesca a resistere ad un certo tipo di assuefazione a ciò che è indiscutibilmente sintomatico di degrado. Così, salvo ripensamenti, se Sgarbi diventerà nuovo assessore alla cultura “con delega alla Bellezza e al centro storico” della neo giunta Occhiuto a Cosenza, assieme alla promessa di portare i (maltrattati) Bronzi di Riace nella città del presunto tesoro di Alarico, Fedele Bisceglia detto padre Fedele diventerà assessore al “contrasto alle povertà, al disagio, alla miseria umana e materiale, al pregiudizio razziale e religioso, alla discriminazione sociale; ambasciatore degli invisibili e degli ultimi”.

Chi ha una discreta memoria, ricorderà che nel 2011 Fedele Bisceglia veniva condannato, in primo grado, a nove anni e tre mesi per lo stupro di una suora. La notizia recente, invece, riguarda la sua assoluzione nel secondo processo d’appello, dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente condanna. Discutere una sentenza, senza averne letto le carte, sarebbe ingiusto oltre che scorretto. Certo è che la condotta generale di Bisceglia, risultante dalle numerose intercettazioni telefoniche, rilievi ed esternazioni pubbliche dell’uomo, suscita a dir poco sgomento, se si mette in relazione non tanto alle smargiassate dei numeros* sostenitor*, quanto alla opportunità colta dal neo sindaco di Cosenza Occhiuto nel nominarlo assessore con siffatta delega. Così, tra la parabola della redenzione culminata con gli onori dello scranno dell’amministrazione della cosa pubblica ed i commenti di altr* sulla scia del ” così ora i film porno amatoriali li potrà girare in campi rom, centri accoglienza rifugiati, quartieri popolari” con il benestare di sindaco e cittadin*, Fedele Bisceglia mortifica l’abito di San Francesco, il concetto di opportunità politica oltre che tutte le donne che per anni hanno subito in silenzio una buona dose di violenza verbale. Già nel 2011, nei giorni della condanna in primo grado Anna Pascuzzo scriveva che, a prescindere dagli esiti processuali Bisceglia <<Ha sparso odio e invettive, s’è vantato di conoscere giudici, magistrati, giornalisti e finanche mafiosi (non m’invento nulla, sono le sue parole pronunciate nel 2006), ha, in tal modo, provato a intimorire la sua vittima, la comunità che le sta intorno, le donne e gli uomini che tanto la venerano. […]Persino il dott. Stefano Dodaro, capo della squadra mobile di Cosenza, ha compreso dalle intercettazioni che, nella migliore delle ipotesi, lei, signor Bisceglia detto “padre” non si comporta come ci si aspetterebbe da un francescano.Lei dunque non solo tradisce il suo Dio, ma tradisce anche il suo ordine, l’ordine francescano che per antonomasia è un ordine che pratica la vita povera, ascetica, mendicante.>>. Mentre Franca Fortunato ,sul Quotidiano, faceva il punto su quanto possa contare la parola di una donna, così come è stato fatto più volte da questo spazio in relazione alle notizie di questa vicenda (e non solo).

Oggi, a schiaffarci in faccia la cruda realtà, ci pensa Alessandra Pigliaru in un breve e  puntualissimo commento che consiglio vivamente di leggere per intero <<Se c’è una legge degli uomini (è proprio il caso di sottolinearlo) e una divina a cui un frate dovrebbe perlomeno fare finta di appellarsi nella sua scala di priorità, la scelta da parte di Mario Occhiuto – sindaco di centrodestra di Cosenza che, nomen omen, “vede tutto” e “ha molti occhi” – avrebbe dovuto ricevere un secco No, grazie. Ma evidentemente anche il sindaco ha occhi direzionati alla dismisura e alla improntitudine di questa che è una pessima pensata, da qualsiasi parte la si voglia commentare.>> in cui si fa riferimento anche al Centro Lanzino, e al suo comunicato stampa <<[…]Pesano sulle nostre spalle quelle sentenze in cui il discredito nei confronti delle donne e una cultura assolutoria nei confronti di uomini violenti si impongono, a volte contro ogni più incontestabile evidenza. Tuttavia, quello che sembra un peso insostenibile, non rallenta e non rallenterà di un secondo il nostro impegno quotidiano e la nostra fiducia in ogni donna che a noi si rivolge».
«Abbiamo creduto al racconto di abuso e di violenza consegnatoci da suor Tania – riporta ancora il comunicato – e confidato in un disvelamento della verità e in un risarcimento simbolico. La nostra visione laica resta in sintonia con la convinzione che la dimensione del sacro e dell’inviolabilità del corpo delle donne debbano avverarsi ovunque. Il nostro abbraccio e il nostro calore è intatto, e va, oggi come ieri, a suor Tania, alle sue sorelle, a tutte le donne che dal fondo di una mortificazione millenaria trovano la forza di parlare. La nostra strada verso la creazione di un mondo più giusto e rispettoso nei confronti delle donne continua ad essere tracciata da chi, insieme a noi, è andata e andrà, in direzione ostinata e contraria all’abuso dell’esercizio del potere e all’insabbiamento e imbavagliamento della verità. Rispettiamo questa sentenza, con la stessa identica passione con la quale abbiamo messo nelle mani della giustizia questa storia, e la nostra incrollabile fiducia nella parola delle donne[…]» Questo è quanto riesco a dire prima di riuscire ad evadere da una sorta di stato di tramortimento, che al momento mi impedisce anche solo di rivolgermi a Suor Tania per mandarle il mio abbraccio, ma anche di rivolgermi a quelle donne con le quali si è pensato di condividere percorsi femministi e che oggi sostengono Occhiuto e le sue scelte: in qualche modo alcune di noi ci sono sempre state, e non ci tireremo indietro certo adesso.

 

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