si accettano suggerimenti

“Mamma, anche stavolta il maestro ci ha raccontato una storia spaventosa. Questa parlava di un serpente gigante, lungo più di cinque metri, che è capace di divorare un bambino intero”.

Oggi è andata decisamente meglio del solito, penso, me ne parla col sorrisetto cercando nei miei occhi la conferma che la storia non può essere vera e quindi essere fonte id preoccupazioni. La scorsa settimana, il racconto del maestro, aveva come soggetto i bambini che si ammalano d’infelicità, quella precedente i bambini che vengono abbandonati dai genitori, ancora prima la storia del meteorite che distruggerà la terra, poi la descrizione accurata di un’operazione alla  gamba per le vene varicose, ma solo andando  a ritroso trovo la mia preferita:

<< C’era una volta una famiglia felice, composta da padre, madre, fratello e sorella. Il papà lavorava mentre la mamma era casalinga. Ad un certo punto la mamma aveva iniziato ad uscire con le amiche, ad andare dal parrucchiere più spesso del solito, a coltivare interessi personali. Cosa per cui erano iniziate le liti col marito e i bambini si erano ammalati,  non ricevendo più la giusta quantità di attenzioni e amore cui erano abituati. Allora -per farla breve – la mamma, dopo aver compreso i suoi errori (e redenta), per amore dei figli e della famiglia smise di uscire con le amiche, i bambini guarirono e tutti vissero felici e contenti >>

Ci sarebbe da ridere se tutta questa situazione non fosse vera, e se il maestro in questione fosse il prodotto di un incubo ( seppure dalle sembianze paciose e sorridenti di un giovane uomo con due figli) e non invece un maestro di relegione che insegna alle elementari. A questo punto qualcuna-o si starà chiedendo: Come diavolo ti è saltato in mente di non esonerare tuo figlio dall’ora di religione? Semplicemente per ignavia, per cercare di evitare un ulteriore disagio al bambino visto che l’unica alternativa consiste nel pascolare con la bidella per il corridoio mentre i compagni stanno tutti assieme in classe a svolgere “attività”.  Tutti, perchè nessuno nell’istituto comprensivo è esonerato dalla religione, tranne (a brevissimo) mio figlio. Ma anche  per evitare eventuali “ritorsioni”,a caduta libera sul bambino, come qualcuno mi ha suggerito amichevolmente. Eppure, pensavo che se la sarebbe cavata con qualche racconto blandamente moralista e qualche storia delle sacre scritture, il che non mi sarebbe neanche troppo dispiaciuto visto che avrei voluto che un’idea sua, il bambino, se la facesse senza che la madre gli imponesse di non ascoltare. Ma devo ammettere che sono stata troppo ottimista, ed ho sbagliato.

Mamma, non mi piacciono le storie che ci racconta il maestro. Sai che ti dico? Che non mi sento molto cattolico.”

Figlio caro- mi tocca dirgli- La mamma non è per nulla (ma proprio per nulla) credente, il papà mi sa neppure (del resto non parliamo dei massimi sistemi se non di quelli economici e calcistici), per il resto la nostra famiglia allargata è equamente divisa tra atei, agnostici, anticlericali, devoti, preti mancati e papa girl, per cui non ti sentire in imbarazzo alcuno. Semplicemente, avrai modo di rifletterci nei prossimi anni e di capire serenamente cosa ne pensi”

A questo punto, come dovrei continuare? Dovrei, forse, spiegargli che sviluppare il senso del pericolo e della vulnerabilità serve ad accettare meglio la repressione? Che perché le forme di controllo sociale siano efficaci è necessario coltivare negli altri il senso della paura?Che chi teme per la propria incolumità si affida con facilità a chi pare invece saldo? Che bisogna ben capire se e a chi vogliamo affidare  la responsabilità di difenderci “dal male”? E il maestro, mi chiedo, è consapevole della ripetitività con la quale affida a dei bambini di 6/7 anni questi messaggi sulla paura, risuonanti di panico morale, oppure è semplicemente una zucca vuota? E perchè, soprattutto mi chiedo, dopo aver visto Giovanni piangere durante uno dei suoi racconti sull’infelicità non gli si è avvicinato per consolarlo? Per caso, non l’ha visto? Ho scoperto la cosa questo pomeriggio ed è quanto  chiederò prima di passare in segreteria. Nel frattempo, si accettano suggerimenti. 

ps per la serie: non ci bastava il bullismo

 [lettura consigliata: Gli insegnanti di religione cattolica vogliono più soldi]

2013-10-11 13.34.05

 Il brutto anatroccolo, opera di Giovanni

6 comments

  1. Cara Doriana, non è la prima volta che sento storie come queste dove l’orco cattivo è il maestro di religione. Mi verebbe da dirti di andarci a parlare anche se lui avrebbe bisogno di farsi aiutare da gente specializzata e anche molto brava. Non credo nella possibilità di redenzione di menti ottuse, specie se l’interlocutore che tenta questa manovra funambolica è una donna moderna indipendente intelligente e femminista. Forse lui è perduto per sempre. Non ti resta che lavorare sul tuo seienne e mi pare francamente che ci riesci molto bene.
    P.s.. i suoi disegni continuano a piacermi da matti.
    Un saluto allegro.

  2. ciao cara, e grazie per il suggerimento. ho visto il maestro di religione solo un paio di volte, e non ha proprio “le sembianze” dell’orco cattivo, a vederlo bello sorridente e pacifico non lo definirei tale nel senso che mi darebbe più l’idea di un tontolone, se non fosse che ogni volta mi arrivano (e non solo dal bimbo anzi soprattutto dai compagni e dalle loro mamme) racconti raccapriccianti. credo sinceramente che andrò a chiedere in segreteria l’esistenza di opzioni e poi, solamente dopo, comunicherò al maestro le motivazioni dell’esonero dal suo insegnamento. mah….è un periodaccio con la scuola!bacio

  3. Io mi sono fatta anni di analisi x rimediare ai traumi dell’educazione cattolica, esonera il bimbo prima che cominci ad avere gli incubi. Io ho cominciato a non voler più dormire x paura di fare brutti sogno a 8 anni, da allora sono insonne

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