La costruzione di un dialogo aperto fra noi, a Catanzaro.

“” La Rete delle Donne catanzaresi è costituita da donne che vivono nella città di Catanzaro e vogliono agire da protagoniste nel ripensamento urgente della cultura della città, di cui valore e dignità femminili devono essere tratto costitutivo. Siamo donne che vogliono valorizzare le donne.

La Rete delle donne rivendica nuove modalità di ascolto, di cui questa città è carente, e si propone come soggetto politico che possa contribuire al cambiamento di Catanzaro. A partire dalle differenze di ciascuna che riguardino l’età, le differenti origini geografiche, religiose, i percorsi ed i vissuti individuali, o le scelte di vita singole, ma soprattutto le parole con cui ogni donna si sente di definirla tale e la vuole fare sua. Puntiamo alla prolificità della pluralità ed alla potenza del “fare rete” […] “”

Lo scorso martedi’, presso la Sala concerti del comune, si è tenuta la prima assemblea pubblica della Rete delle Donne di Catanzaro. E’ stato un incontro partecipato e molto proficuo, durante il quale abbiamo discusso del documento nel quale sono delineate, in modo chiaro ed incisivo, le nostre proposte e richieste a quanti si propongono di amministrare la nostra città.

I momenti di ascolto e discussione sono stati intensi, grazie anche alla presenza di donne di origine straniera che vivono nella nostra città, sentono forte l’esigenza di confrontarsi con  altre donne e farsi portavoce dei problemi delle migranti, consapevoli in questo senso di poter svolgere un ruolo sociale rilevante (pur di essere presenti alcune di loro hanno firmato un modulo per prendere un’ora di permesso dal lavoro ed hanno portato con sè figlie-i piccoli). Noi tutte abbiamo accolto le loro richieste e le facciamo nostre, con entusiasmo.

E’ stato molto significativo vedere sedute una accanto all’altra due donne, una originaria dei paesi dell’est ed una  di origine marocchina, rivendicare e sottolineare le differenti esigenze ed i differenti presupposti dai quali partono le loro rivendicazioni. Aleksandra ci ha parlato della forza delle donne dell’est che lasciano, con grandi sofferenze, i figli nel paese di origine per non sradicarli dalla loro realtà e dalle loro abitudini e vengono in Italia con l’obiettivo di sostenere (in realtà mantenere) economicamente le famiglie, accumulare un poco di soldi per poter ritornare “a casa”. Nel frattempo pero’ queste donne, che sollevano noi donne italiane dal lavoro di cura rendendoci la vita meno gravosa, vivono in affitto in abitazioni che per la fatiscenza e la metratura non potrebbero neanche accogliere, per legge,  figli-e. Naima invece ci ha parlato soprattutto delle figlie-i. Di come sia difficile per loro riuscire anche solo a fare una visita medica, del nido comunale che a Catanzaro non esiste, delle scuole materne che non hanno il tempo pieno, delle figlie-i che soffrono perchè non possono andare in palestra come le coetanee-i perchè le palestre costano troppo e le figlie-i sono tante-i. Mi sono resa conto improvvisamente e con orrore che anche al CONI, che per definizione promuove la massima diffusione della pratica sportiva ritenendo lo sviluppo psicomotorio fondamentale per una crescita sana, nonostante non vi si pratichino sport tradizionalmente d’elite e nonostante la collocazione geografica del palazzetto, non ci sono figli-e di immigrati-e. Gabriella invece ha parlato delle romni che relegate nel campo hanno altri problemi ancora…

Abbiamo iniziato a porre basi solide per costruire un dialogo aperto fra noi, questa è la mia personale impressione del nostro incontro. Per tutto il resto rimando  alla conferenza stampa che abbiamo in programma venerdi’ 8 aprile presso il Comune alle ore 11,00,  durante la quale comunicheremo le nostre proposte e inviteremo ad un confronto pubblico  i  (fin troppi) candidati a sindaco alle prossime amministrative.

foto di  Edouard Boubat

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