a che punto siamo?

foto Lavinia leonifoto lavinia leoni

Articolo pubblicato di Sara McCorquodale su HuffPost “Il femminismo oggi: non starà forse mancando il bersaglio?”, Traduzione di Andrea Morgione:

<<Devo essere onesta: quando si parla dell’attuale ondata di femminismo, scivolo nella più completa apatia.

 Non fraintendetemi, sono una femminista e lo sarò sempre. Ma di recente, più leggo, più mi sento scoraggiata.

Sembra che il femminismo al giorno d’oggi consista più nella celebrità e nell’incontrarsi con altre donne, e meno in quella che si può effettivamente definire azione.  Una rapida ricerca Google rivela che, secondo Internet, i grandi temi del femminismo nel 2014 sono:

 1) Beyonce

       2) i peli pubici     

—   3)Le regole delle altre donne su come essere femminista

       4) Il matrimonio

       5) La crema Vagisil contro il prurito nelle parti intime

       6)La visione del femminismo di Russell Brand

         7) La Disney

             8)La Barbie [ <— date uno sguardo a questo link che ho inserito io]

 

Davvero questa roba è ciò che pensiamo importi? Insomma, posso leggere papiri su Beyonce finché non vado in overdose da citazioni folli, ma non capisco perché lei sia così illustre nell’attuale dibattito sulla parità dei sessi.

 Inoltre, la seguente lista di statistiche compilata da UK Feminista è degna di qualche riflessione. Sono solo io oppure noi, come femministe, abbiamo battaglie più grandi da combattere di quella che riguarda il diritto di una donna di farsi crescere il cespuglio senza essere giudicata?

 

1.     Il dislivello di genere negli stipendi si traduce in un guadagno del 10% inferiore delle donne rispetto agli uomini, facendo lo stesso mestiere.

2.      Mediamente, ogni settimana nel Regno Unito due donne sono uccise da un partner o ex-partner violento.

3.      Per ogni anno che la donna trascorre assente dal lavoro, la sua paga diminuisce del 5%.

4.      Solo il 77% dei giovani uomini è d’accordo ad avere un rapporto sessuale con una donna che dice che il no equivale a uno stupro.

5.      Il 70% delle persone impiegate in lavori a salario minimo è composto da donne.

6.      Fino a tre milioni di donne e ragazze sono vittima di stupro, violenza domestica, stalking o altri tipi di violenza ogni anno, nel solo Regno Unito.

7.      Il 9% delle donne in cerca di un rifugio sono state rispedite indietro da Women’s Aid in una tipica giornata del 2011 a causa della mancanza di spazio.

8.      Una persona su cinque pensa che sia accettabile, in certe circostanze, che un uomo colpisca o schiaffeggi il suo partner femminile in risposta al fatto che lei indossi abiti sexy o succinti in pubblico. >>

E dunque, in Italia? E’ da un bel pò che rifletto sulla  gran confusione che vedo “intorno a me”,  a volte ne ho anche scritto (ad esempio a proposito del perdersi in un bicchiere d’acqua).  Siamo messe abbastanza male da tutti i punti di vista, culturale e materiale. Ma se, da un lato, ci sentiamo risucchiate dai nostri ritmi di vita e dai nostri problemi esistenziali, dall’altro,  mi pare “l’impedimento all’azione comune” derivi anche dal prevalere di conflitti (quasi mai affrontati direttamente ma dei quali si cerca di far finta di nulla) e mancanza di riconoscimento (per cause molto poco nobili e molto umane). Non so come ne usciremo, ma voglio essere ottimista [ oggi non piove, sono metereopatica]

 

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