hate speeches against Women: controimmagini

articolo di Nina Bahadur su The Huffington Post, traduzione di Andrea Morgione :

<< La blogger Lindsay Bottos usa le medesime parole dei suoi haters di internet per rispondere al fuoco

Nel caso vi serva una prova che Internet è un luogo ostile alle donne, non dovete cercare più in là della pagina Tumblr di Lindsay Bottos. La ventunenne artista e studente, stanca dei commenti anonimi al vetriolo che ha ricevuto sul suo aspetto, sulle sue opere e sulla sua vita personale, ha deciso di fare qualcosa al riguardo.

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“Posso dire con certezza che photoshoppi le tue immagini per renderti più magra. Peccato che so che aspetto hai NELLA VITA REALE. Sposta il tuo culo grasso da Tumblr e vai a correre o roba simile, Cristo”.

La Bottos sta lavorando su una serie di immagini che combinano gli acri commenti postati sul suo blog con dei suoi autoritratti. Il primo set di immagini, pubblicato sulla sua pagina Tumblr il 26 Gennaio, è stato già ri-bloggato più di 98.000 volte.

original2 “Diamine, mangia qualcosa, sul serio”.

Nel suo post introduttivo su Tumblr, la Bottos ha spiegato perché ha cominciato il progetto:

 “Ricevo tonnellate di messaggi anonimi come questi ogni giorno e sebbene ciò non capiti unicamente alle donne, il contenuto dei messaggi e la frequenza con cui li ricevo sono decisamente collegato al mio sesso. Li ricevo quasi esclusivamente dopo aver pubblicato autoscatti e autoritratti. L’autorità che la gente pensa di avere di condividere la sua opinione sul mio aspetto è un qualcosa che io e molte altre ragazze online affrontiamo quotidianamente.”

original3 “Oh, wow, non ti rasi, sei davvero rivoluzionaria e particolare. E che cazzo, cresci”.

La Bottos si assicura che la fotografia e il commento abbiano un senso comune; per esempio un’immagine che mostra la sua peluria corporea verrà abbinata a un commento che critica la sua decisione di non radersi.

 “Ho selezionato i messaggi per argomento” ha dichiarato lei attraverso BuzzFeed. “Commentano i miei tatuaggi, la mia faccia, il mio peso o i miei peli. Volevo che rappresentassero efficacemente la portata dei messaggi che ricevo”.

original4 Onestamente, sei una delle persone più brutte che io abbia mai visto nella mia intera vita. È buffo perché tu credi di essere carina ma in realtà è soltanto triste. Spiacente, la verità fa male”.

La Bottos considera la serie come un work-in-progress, e progetta di continuare a raccogliere e catturare le immagini dei commenti anonimi che riceve per usarli nel progetto.

 “Il feedback che ho ricevuto è stato incredibilmente incoraggiante e sono davvero eccitata al pensiero di continuare a lavorare con le mie idee e di far evolvere il mio lavoro”, ha scritto all’Huffington Post in un’e-mail.

original5 “Omioddio sei così carina e figa e particolare, voglio essere proprio come te, così potrò stare col culo su una sedia tutto il giorno e postare immagini di me stesso, ricamando frasi eccentriche su cose a caso. Che originale! Fatti una fottuta vita e cresci, nessuno vuole vedere la tua faccia o la tua ‘arte’ ”.

Quella della Bottom è una voce benvenuta nel più vasto dibattito su come le donne sono trattate su Internet. In un articolo del 6 Gennaio per la rivista Pacific Standard, Amanda Hess ha condiviso le sue esperienze, ossia l’aver ricevuto minacce di stupro e di morte da gente che commentava i suoi post online, e ha rivelato che è molto più facile che le donne, piuttosto che gli uomini, subiscano molestie online e stalking.

 “Minacce di stupro, morte e stalking possono soverchiare la nostra capacità di provare emozioni, occupare il nostro tempo e costarci soldi attraverso cause legali, servizi di protezione online e mancati pagamenti… mentre Internet diventa una parte sempre più centrale dell’esperienza umana, l’abilità delle donne di vivere e lavorare liberamente online sarà modellata, e troppo spesso limitata, dalle compagnie tecnologiche che ospitano queste minacce, dalla costellazione di ufficiali delle forze dell’ordine locali e federali che investigano su di esse, e dagli esperti che le ignorano-tutti campi che rimangono dominati dagli uomini, molti dei quali capiscono ben poco, personalmente, di quanto le donne fronteggino online ogni giorno.”

 Alcuni uomini hanno visto di persona il vetriolo che le donne affrontano online-un esempio notevole è Conor Friedersdorf, un cronista dell’Atlantic. In un articolo del 7 Gennaio, Friedersdorf ha ricordato “le missive di carattere estremamente personale di odio iper-sessualizzato” che lesse mentre gestiva le e-mail della scrittrice Megan McArdle durante un periodo come guest blogger*. Ha chiesto ai lettori di “smettere di accettare passivamente comportamenti verso le donne (o qualunque persona) che non sarebbero tollerati da nessuna parte nella vita offline”.

 L’accettazione passiva è l’esatto opposto dell’atteggiamento che Lindsay Bottos ha mostrato in questo progetto-ed ecco perché lo amiamo così tanto.

 *ossia una persona che pubblica come terza parte dei contenuti o articoli sui blog/siti di qualcun altro, posto ovviamente che quel qualcuno sia disposto ad accettare questo tipo di contributo. >>

Su Amanda Hess invito a leggere due interessanti commenti di  Giulia Siviero su Il Post e su il manifesto.

A differenza di alcune commari blogger, non ho ricevuto quasi mai commenti anonimi particolarmente pesanti, tranne che in due occasioni (in una scrivevo di aborto, nell’altra di un prete). Ne riporto uno, su una foto che mi son fatta fare prima di uscire in questa soleggiata domenica mattina:

2014-02-09 11.48.48

ps grazie mille al fratellone, che è tanto in gamba e disponibile (soprattutto quando gli faccio i pancakes)

 

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