Una risposta di bassissimo profilo.

Dal Manifesto dell’8 marzo, pag.3 (ringraziamo Angela Addorisio che ci ha inviato il commento del Manifesto, e ci ha sostenute)

< Come boicottare l’aborto in nome della lotta alla violenza.
Un buon esempio di dove possa arrivare la logica istituzionale delle pari opportunità viene dall’omonimo comitato della Provincia di Catanzaro, che ha avuto la brillante idea di festeggiare l’8 marzo con un concerto i cui proventi saranno destinati a un centro di quel Movimento per la vita che da trent’anni si occupa attivamente di boicottare l’applicazione della legge sull’interruzione di gravidanza. E il concerto, va da sé, viene pubblicizzato come iniziativa «contro ogni forma di violenza sulle donne». «Ma non è forse una forma di violenza questa? – scrivono le «Donne catanzaresi in Rete» -. Non è violenza la volontà di imporre una scelta sui corpi altrui?Non siamo incubatrici ma persone, non siamo proprietà della Chiesa e nemmeno dello Stato, siamo, o vorremmo essere, libere cittadine». Le firmatarie fanno anche presente che l’ospedale cittadino annovera soltanto due medici non obiettori. >

(P.s. Oggi, su un quotidiano locale, una risposta di bassissimo profilo della Presidente Ferro al nostro comunicato stampa . Riteniamo si commenti da sè e non abbia bisogno di ulteriore risposta da parte nostra tenendo conto, peraltro, che molte di noi hanno scelto liberamente di diventare madri.)

foto di Arguzia:  Donne daSud – Roma, corteo dell’8 Marzo

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