Reading Challenge Personagge: #LeRivoluzionarie


Il collettivo Parla della Russia, di cui faccio parte, qualche settimana fa ha lanciato la Reading Challenge Russa 2017. Molto bella e con una novità singolare costituita da uno step ulteriore per chi volesse cimentarsi in Dove osano le aquile: chi vorrà rendere la RCR2017 ancora più complessa potrà, infatti, “declinarla al femminile scegliendo per ogni categoria un libro scritto da donne”, facendo dunque partecipare alla challenge solamente  opere di scrittrici.

locandina_sil_definitivaDal momento, però, che la definizione di lettrici forti a noi sta proprio stretta – secondo Tatiana Larina qualcuno direbbe che siamo piuttosto da rehab– ho deciso di proporre a tutte/i voi, un’idea che mi ronza in testa da tempo e prende forma dall’innamoramento istantaneo nei confronti di un’intuizione felicissima e brillante, quella delle Personagge,  lanciata al convegno della Società Italiana delle Letterate nel 2011. Evento, questo, cui sono seguiti numerosi incontri legati alla pubblicazione del volume L’invenzione delle personagge (Iacobelli Editore 2016, a cura di Roberta Mazzanti, Silvia Neonato e Bia Sarasini) e Le personagge sono voci interiori (Vita Activa 2016, a cura di Gisella Modica). Chi sono le personagge? “Sono le figure femminili che si muovono, pensano,  agiscono nelle tante storie  che vengono raccontate”.

L’idea da realizzare, dunque, consisterebbe nell’utilizzare per una challenge categorie che non si riferiscano direttamente ai libri nella loro complessità, ma alle personagge stesse che li abitanoTramite lo scambio di opinioni con le amiche di Parla della Russia, erano state immaginate numerose categorie che avremmo potuto mettere in gioco: #AvanguardiaFemminista ( personagge che anticipano i tempi, rispetto alla società in cui vivono), #Crudelie (personagge perfide nel profondo), #LeViaggiatrici (personagge alla ricerca costante del brivido dell’avventura), #GatteMortaAlloSbaraglio (e qui molteplici descrizioni aderivano perfettamente allo stereotipo), #Detective  (di cui avevo iniziato a scrivere lo scorso anno ne Il giallo ci dona) , #OldieButGoldie, #YounAdult e così via fino ad individuarne una ventina circa, che avremo senz’altro modo di utilizzare per diletto in un futuro prossimo.

Visti i tempi che corrono infatti,  bui anzichenò e colmi di confusione,  ho riflettuto sull’opportunità di concentrare l’attenzione su un’unica “categoria”, che si possa muovere entro ampi margini definiti da interpretazioni letterarie e gusti personali: Le rivoluzionarie.

Rivoluzionaria è colei che tende ad attuare un sovvertimento, che agisce o combatte per una causa creando rinnovamento. E’ colei che conduce se stessa o chi la circonda ad un approdo altro, che produce pensieri e azioni capaci di trasformazioni radicali. Ma rivoluzionarie sono anche, a mio parere, coloro che anticipano i tempi, che sconfinano, che tendono a sovvertire gli ordini costituiti e a ri-volgere ciò che è in ciò che potrebbe essere o che si vorrebbe che fosse, che arrevotanu esistenze. Le rivoluzionarie sono indubbiamente soggetti imprevisti. Non sono eroine, non lo desiderano né avvertono questo bisogno. Sono disposte a correre rischi, ma non senza paura: sarebbe da sciocche non averne e loro non lo sono.

img_20170124_205654Icona rivoluzionaria per eccellenza è, a mio parere, Albertína (nella foto ha la maglietta con il teschio, La folle biblioteca di nonna Huld di Thorarinn Leifsson – Salani 2015). Anticonformista, irriverente, questa ragazzina di undici anni – che vive in un mondo distopico dove la lettura è stata bandita – organizza e dà forza ad un manipolo eterogeneo di ragazzini sgraziati e bisognosi di umanità. Grazie all’aiuto di una singolare nonna fumatrice di sigaro, riuscirà a salvare i suoi familiari e il mondo intero da ignoranza, crudeltà  (e dagli eccessi del capitalismo)? cover-by-laurence-schwinger

Oppure Dana ( Legamidi sangue, Octavia Butler – Le Lettere 2005), che ha una straordinaria capacità
di vedere e comprendere le ingiustizie dell’umanità, ma anche una straordinaria capacità di resilienza e determinazione che le permettono di portare a termine il compito non da poco di cui si fa carico.

Modesta (L’arte della gioia, Goliarda Sapienza, Einaudi 2014),

 intensa, piena di vita, eccentrica, determinata a sfidare una cultura patriarcale e oppressiva per il diritto a godere della vita e della libertà.

imageE poi c’è Lily Evans (serie di Harry Potter, J. K. Rowling), che è nata proprio il 30 gennaio 1960, a cui dunque oggi faccio gli auguri di compleanno. Lily era una strega nata da genitori babbani, divenuta Auror ed entrata nell’organizzazione segreta dell’Ordine della Fenice per  partecipare attivamente alla lotta contro Voldemort. Quando Voldemort tentò di uccidere il figlio (Harry Potter), Lily fece in tempo – prima di essere uccisa lei stessa – ad imporre sul bambino una protezione talmente potente da difenderlo dall’anatema letale di Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato. La protezione imposta da Lily su Harry sarà fondamentale nella sconfitta di Voldemort. Lily Evans è descritta come gentile ma anche sicura di sé, con una personalità forte e sempre pronta a difendere la giustizia, una mente acuta e intelligente. Sarà anche uno stereotipo, quello della madre che sacrifica se stessa per il figlio, ma non ho certo intenzione di mettere alla gogna una personaggia consapevole della fine che  avrebbe fatto comunque e che ha amato enormemente, a costo della vita. Piuttosto, fossi stata al suo posto, giammai avrei sposato un tipo come  James Potter. Vuoi mettere, col fascino ambiguo di chi si è mantenuto integro nonostante le apparenze ed è stato capace di mantenere intatto il suo amore, Always (cit.)?

La challenge che propongo, dunque è questa: leggere, entro il26 giugno 7 libri in cui ci siano 7 personagge rivoluzionarie, dando brevemente una motivazione del perché a vostro parere lo sono. Le personagge possono essere nate dalle penna di una scrittrice o di uno scrittore – ai fini della challenge questa eventualità è assolutamente indifferente -, potranno vivere in un romanzo, in un ciclo di poesie, in un saggio, in qualunque supporto cui si possa attribuire il nome di libro. Per partecipare basterà lasciare un commento qui sotto, oppure mandare una email a suddegenere@hotmail.com, per condividere, raccogliere le  Rivoluzionarie tutte assieme e ammirarne l’eterogeneità e la ricchezza!

Perchè ho scelto come termine giugno 2017? Perchè il 26 giugno 2017 ricorre il ventennale dell’uscita del primo volume della serie di Harry Potter, a cui sono particolarmente legata per vari motivi, e in cui sono presenti varie personagge  che definirei rivoluzionarie. La prima edizione di Harry Potter e la pietra filosofale, fu pubblicata il 26 giugno 1997 dalla casa editrice londinese Bloomsbury e La BritishLibrary ha annunciato, mesi fa, che celebrerà il ventennale in grande stile con una mostra ed una serie di eventi che dureranno fino al febbraio del 2108 e in cui, tra le altre cose, verrà proposto al pubblico materiale tratto dall’archivio personale di Rowling e di Bloomsbury. 

le-rivoluzionarie-12I nostri festeggiamenti del ventennale saranno in Parla della Russia, nel frattempo  qui aspetto con ansia le vostre #LeRivoluzionarie!

Per chi volesse utilizzare il banner per recensioni o blog, ecco il link:

<a href="https://suddegenere.wordpress.com/2017/01/29/reading-challenge-personagge-lerivoluzionarie/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="https://suddegenere.files.wordpress.com/2017/01/le-rivoluzionarie-12.png" alt=" le-rivoluzionarie-12.png " width="300" height="210" border="0" /></a>
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3 comments

  1. dalle rivoluzionarie alle “gatte morte” (ma che brutto termine) le donne così come gli uomini narrati nei romanzi esistono anche nella realtà, non sono stereotipi

    • ma che commento dal tono sgradevole! Buongiorno Paolo, mi è parso superfluo ribadire l’abc, ossia che stereotipA non è la donna, ma al massimo un suo ipotetico comportamento , modo di agire, di esprimersi, di rapportarsi etc etc. E comunque le rivoluzionarie non sono MAI stereotipe. Detto ciò hai qualche personaggia da suggerire? Altrimenti, Paolo, cari saluti e buona giornata 🙂

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