#NessunaSeLaCerca

Leggo su il ricciocorno schiattoso di un comunicato e di una giornata promossa da Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile” di Torino e dalla redazione di “XXD per il 23 novembre a Torino: “ NESSUNA COLPA – “NESSUNA VERGOGNA! , il coming out delle donne che hanno subito violenza.”

Contemporaneamente  DonneViola segnala il lancio, da parte del programma televisivo Linea Gialla, di un servizio su uno stupro attraverso il titolo parlante “Gli amici l’hanno violentata. Ma lei se l’è cercata?”.

Non mi importa neanche sapere come è stato strutturato nei contenuti, il programma, per poter dire che questa è l’ennesima operazione raccapricciante.  I titoli servono a rappresentare , nella maniera più chiara possibile, il contenuto di quanto verrà esposto e, sappiamo tutti-e, che è proprio sul titolo che la maggior parte della gente si sofferma, anche se non approfondisce la lettura o l’ascolto della notizia. Il titolo, quello si che ti rimane in mente.

Se siamo sopravvissute alla violenza e allo stupro, non tocca certo a noi vergognarci. Questo è un messaggio fondamentale che pare vada costantemente ribadito. Prima di tutto a noi stesse, ma anche a chi promuove la cultura dello stupro, in maniera più o meno dolosa . Quella cultura (millenaria) che “in qualche modo te la potevi evitare, ci potevi pensare prima e invece sei uscita a notte fonda, hai lasciato che ti offrisero da bere, ti sei vestita in maniera provocante, insomma la violenza è stata un evento ineluttabile, non è stata la scelta di qualcuno ma un raptus al quale l’hai portato e quindi adesso smettila di lagnarti, perchè sei corresponsabile: dello stato di shok in cui ti trovi, delle tue crisi d’ansia e di depressione, della tua voglia di morire e delle tue paure. Insomma, fai prima a nasconderti, come se non fossi mai esistita. Ti compatisco sai, ma suvvia: chiuditi in casa e falla finita, così non ci pensi più“.

[p.s. Non c’è pace su questa terra. Meno male che a farci espiare, a noi donne, ci pensano le amministrazioni comunali di Firenze, Roma, Cremona, Monopoli, Foggia, Potenza, e quelle di  tante altre città (vedi allegato)

Un commento efficace ce l’avrei, ma magari me lo tengo per domani.

Leggi:Un cinque allo stupro

2013-10-27 17.17.24ambiente cronotopico, Nanda Vigo

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