requisitorie

<< Io non adopero le parole che ha adoperato la collega nei confronti dei miei assistiti: sono degli sventurati anche loro, come è una sventurata la tua cliente.

Sono tutti e cinque il prodotto dei tempi che noi abbiamo voluto. Sono il frutto di quel giardino che abbiamo coltivato! E non ci facciamo illusioni! Quindi signor Presidente, costoro, dopo una carcerazione preventiva sofferta effettivamente, si sono fatte parti diligenti; e non è una mazzetta come dici tu cara collega che ti ho tanto stimata, hai fatto una bellissima perorazione, con molta vasellina… era vasellineggiante la tua requisitoria

La violenza la subiscono gli uomini e la subiscono le donne: è di pochi giorni la notizia di un uomo che è stato violentato a Napoli da due donne. Dopo che l’hanno drogato. Dovremmo insorgere? Dovremmo insorgere? E sapete con che violenza è stato lui violentato (scusate il bisticcio)? Lo hanno portato nella bella pineta di Caserta, lo hanno drogato, lo hanno trovato esanime, con il membro sempre in una certa posizione, con il membro sempre eretto. Eh, erano due allupate!

Hanno voluto questo! Purtroppo il mondo è così, è bello perché è vario. E quindi non facciamo, non cominciamo col dire… le violenze le subiscono tutti!

Non le subiamo noi? Non le subiamo anche da parte delle nostre mogli? E come, non le subiamo?
Io oggi per andare fuori ho dovuto portare due testi con me, l’avvocato Mazzuca e l’avvocato Sarandrea, testimoni che andavo a pranzo con loro, se no non uscivo di casa!
 Non è una violenza psichica quella? Eppure mia moglie mica mi mena . È vero che siete testimoni? Siete testi?

E allora signor Presidente che cosa abbiamo voluto, cosa avete voluto? La parità di diritti? Avete cominciato a scimmiottare l’uomo! Voi portavate la veste: perché avete voluto mettere i pantaloni?
Avevate cominciato con il dire avevamo parità di diritto. Avevate cominciato con il dire “perché io alle nove di sera devo stare a casa, mentre mio marito, il mio fidanzato, mio fratello, mio nonno, il mio bisnonno vanno in giro?”. Vi siete messe voi in questa situazione! Non l’abbiamo chiesto noi questo!
E allora purtroppo ognuno raccoglie i frutti che ha seminato!
Se questa ragazza si fosse stata a casa, l’avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente!
Eh no signore, è una realtà questa!
È una realtà che non può essere obliterata!
 A me fa tanta pena, è una sventurata, è una vittima dei nostri tempi!>>

LEGGI  Un “cinque” allo stupro, con colpa o dolo

4 comments

  1. Ricordo benissimo quel tristo filmato, all’epoca della sua prima (e ultima?) trasmissione televisiva. Ricordo però anche una differenza: nessuno/a avrebbe osato riecheggiare le argomentazioni dell’accusa su nessun mezzo di comunicazione di massa, la memoria recentissima del femminismo stava ancora nelle piazze.

  2. Lapsus: le argomentazioni della difesa! E proprio perché in questo tipo di processi, allora come oggi, è la vittima e, quindi, l’accusa, a trovarsi dalla parte dell’imputata e a doversi difendere; mentre gli imputati, che dovrebbero trovarsi nella veste di accusati, e nella condizione di doversi difendere dal capo d’imputazione, divengono essi stessi l’accusa, con un surreale ribaltamento di ruoli.

  3. devo dire che non avevo mai ascoltato per bene queste “argomentazioni” e sono rimasta abbastanza a bocca aperta….anche per i toni volutamente (o naturalmente) volgari….del resto il mio maggiore stupoe è derivato dalla constatazione che trovo, forse con modi meno grezzi, le argomentazioni (di fondo) esposte riconducibili a quelle che ho letto in questi giorni, anche da parte di insospettabili….orca!

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