testimoni consapevoli

>>Il Centro contro la violenza alle donne R.Lanzino parteciperà ai funerali di Fabiana Luzzi, la ragazza uccisa a Corigliano, in provincia di Cosenza, dal suo fidanzato.

La sua uccisione come quella di qualunque altra donna ferisce a morte tutte noi.
 Noi restiamo vive e lanciamo ancora una volta il segno della nostra presenza e testimoniamo la nostra ferma volontà di continuare a lottare contro ogno forma di violenza alle donne

Cosenza 27 maggio 2013<<

***

>>Centro di Women’s Studies ‘Milly Villa’
Università della Calabria

Assassino è chi uccide. Ovunque.

L’omicidio di Fabiana Luzzi ci interroga e ci fa riflettere. Crediamo che in questi casi sia necessario rispettare il dolore di una famiglia e di una comunità. Come Centro di Women’s Studies “Milly Villa” non possiamo tacere però rispetto alla costruzione e alla (ri) produzione del discorso pubblico a cui stiamo assistendo in queste ore.
Non possiamo dare spazio alla costruzione del discorso mediatico che possa anche solo minimamente legittimare una posizione o rafforzare stereotipi e pregiudizi. C’è sempre un pericolo nascosto quando si esprime un giudizio o un’opinione che diventa pubblica: il pericolo del non approfondimento, della rinuncia a conoscere. Il pericolo è quello dell’inerzia di comodo che fa irrigidire la definizione della realtà, investita emozionalmente da chi la esprime, in puro pregiudizio.
L’omicidio di una donna è tale ovunque accada: non è il luogo a stabilire naturali predisposizioni. Non è biologia, né cultura naturalizzata. E’ violenza, e la violenza non conosce appartenenze territoriali o regionali. Assassini lo si diventa quando si uccide.
E’ per questo che come Centro sottolineiamo il pericolo nascosto dentro ad ogni stereotipo che diventa pregiudizio; il pericolo di un razzismo che nasconde la realtà e che non permette di leggerla nelle sue tante dimensioni. Come Centro, riteniamo indispensabile ripensare alla categorie attraverso le quali leggiamo la violenza di genere, attraverso cui proviamo a comprendere i cambiamenti nelle relazioni, nelle dinamiche di potere, di riconoscimento, di costruzione di una idea di relazione affettiva come possesso e dominio.
Essere situate in una terra come la Calabria significa anche decostruire un immaginario legato alle donne del sud, agli uomini del sud, alla dinamiche tra i generi. A Sud, ma non solo. Significa decostruire concetti come quelli di emancipazione, per approfondire le diverse forse di dominio da cui liberarsi, ed uscire dalla logica che ci rende libere o oppresse nelle rispettive scelte di partire o restare. Significa decostruire quella visione ricorrente (a cui sembra che due ‘importanti’ giornali nazionali siano ormai affezionati) che tende a svalutare e razzizzare i sud – e la Calabria in particolare – confinandoli in una costruzione discorsiva che li vuole immobili, depauperati, senza storia, stretti dalla morsa del patriarcato. Significa, per lo stesso motivo, anche sfuggire ai discorsi che si arroccano intorno a una ‘presunta’ identità ferita, a una ‘calabresità’ offesa e da difendere: anche in questo caso il rischio è quello di ‘naturalizzare’ la Calabria, annullare le criticità, i chiaroscuri, la forza di un paradigma eterosessista declinato al maschile.

Come Centro di Women’s Studies dell’Università della Calabria speriamo che da questa orrenda vicenda si possa avviare una riflessione seria a partire dal linguaggio, senza parlare d’amore, di gelosia, di passione, ma di violenza, rabbia, calcolo e orrore. Speriamo che da qui si possa rimettere al centro la vita delle donne, la dignità delle persone, a partire dall’individuazione di nuove prospettive di analisi, dalla proposta di percorsi formativi ed educativi, dal sostegno ai centri Antiviolenza, rafforzando ciò che esiste e resiste, spesso a fatica.
 Rinnoviamo la nostra vicinanza alla famiglia di Fabiana, e a tutte le vittime di femminicidio.<<

La rivincita di Lombroso

Per Fabiana (ma anche per Giovanni, Olivia, etc)

Un invito a non semplificare, ass. DaSud

foto di una pagina di: Il meraviglioso mondo di Oz, versione a fumetti di Anna Brandoli e Renato Queirolo, 1980 Rizzoli ed.

DSC01758

3 comments

  1. grazie anna, l’avevo letto….in questo post, in rosso alcune risposte… leggerei anche dal sito justlaurè (citato in la rivincita di lombroso) , mita borgogno sul quotidiano della calabria e anche licola fiorita per lou palanca…

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