La mensa scolastica non è per tutt*.

sergio-abramo-e-scopelliti-300x200(in foto a sx S. Abramo, a dx G. Scopelliti)

Il 20 aprile alle ore 9, davanti al Comune di Catanzaro, inizierà la manifestazione di protesta organizzata dai genitori, insieme con i figli ed i nonni, per chiedere alle istituzioni che venga rispettata la Costituzione della Repubblica Italiana.

Sembra un paradosso, ma oggi bisogna manifestare affinché il documento fondante la società italiana, venga rispettato. Ad oggi, però, vediamo sempre più violata questa Carta, la più bella del mondo, anche nei suoi principi fondamentali dell’uguaglianza (art. 3) … indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche. Infatti, con la situazione attuale delle mense scolastiche che non prevedono scaglioni nel pagamento dei buoni, vediamo, di fatto, discriminati i nostri figli in base, appunto, alle condizioni sociali ed economiche delle famiglie. Così, se i genitori hanno abbastanza soldi per pagare la mensa, magari per due o più bambini, allora possono godere del servizio, altrimenti devono prelevarli dalle scuole per poi riportarli per la prosecuzione delle lezioni.

Eppure la legge parla chiaro: nella scuola a tempo pieno, il periodo di tempo della refezione scolastica fa parte integrante dell’educazione del bambino, pertanto, l’alunno non può essere privato regolarmente di una fase istruttiva che lo vede rapportarsi in modo corretto con il cibo (ed oggi conosciamo sempre di più i problemi alimentari caratterizzati o dal rifiuto del cibo o della sua ricerca insaziabile), nonché con gli insegnanti adulti e con i loro compagni.

Per non parlare, poi, delle scuole che, invece, consentono che i bambini vengano emarginati in un’aula (non adatta per sua natura ad ospitare il servizio della refezione) a consumare un panino portato da casa.

La Costituzione dice anche che la scuola per otto anni è obbligatoria e gratuita e che la Repubblica rende effettivo questo diritto; ma se bisogna pagare delle cifre astronomiche solamente per il servizio della refezione, siamo sicuri che questo diritto sia garantito a tutti?

Qualcuno troverà come scusante il solito, trito e ritrito discorso della crisi.

Ma la crisi non è principalmente delle famiglie, di chi perde il lavoro o di chi vede sempre più ridotti i propri utili ed, in generale, i proventi del proprio lavoro?

Quanti soldi versa lo Stato Italiano per sovvenzionare le scuole private?

E qui siamo ad un’altra grave violazione dell’art. 33 della nostra Costituzione che recita testualmente: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Finanziamo le scuole private, per privare (e qui la ripetizione è appositamente voluta) i nostri figli del giusto diritto allo studio.

Ecco le nostre sono scuole pubbliche ma private …dell’uguaglianza e del diritto allo studio.

Il Comune ha i soldi solo per finanziare progetti folli come la video-sorveglianza capillare della nostra città (900 videocamere), che oltre ai 24 milioni per l’istallazione ed al diritto alla privacy, costerà ai Catanzaresi altri 300.000 euro all’anno per il funzionamento e la manutenzione, lo stadio comunale (5 milioni di euro), il rifacimento di alcune piazze, circa 500.000 euro per l’ampliamento dello staff del Sindaco (ce n’era più bisogno della mensa dei bambini?), e le famigerate consulenze esterne, forse per favorire alcuni amici.

Intanto il sindaco aumenta sempre di più le tasse con le aliquote ai massimi livelli ed i servizi ai cittadini sono sempre più scarsi ed inefficienti.

Avremmo voluto porgere queste ed altre domande al Sindaco, che in maniera scostumata, arrogante ed aggressiva ha allontanato alcuni genitori che chiedevano giustizia sociale per i propri figli, ed al Prefetto, rappresentante territoriale dello Stato, che, invece, ci ha mandato a dire che non intendeva riceverci, non ritenendo di sua pertinenza la risoluzione della problematica relativa alle mense scolastiche.

Avremmo voluto solo che Sua Eccellenza informasse i nostri rappresentanti a Roma delle gravi violazioni costituzionali che si stanno perpetrando nelle scuole italiane a scapito dei nostri figli: coloro i quali saranno il futuro del nostro Paese.

Ecco, quindi, le ragioni per le quali riteniamo sia doveroso per ogni genitore, per ogni nonno, e per tutti i bambini, manifestare affinché i nostri figli e nipoti non vengano discriminati solo perché le famiglie non hanno la possibilità economica di far fronte alla spesa della mensa.

Ed a tutti i genitori che fuori dalle scuole hanno protestato a parole o si sono lamentati con l’amico o quelli che fanno i salti mortali per prendere i figli dalle scuole, per farli mangiare a casa per poi riaccompagnarli a scuola, o a quelli che non sanno spiegare ai propri figli perché il compagnello non può restare a pranzo insieme con loro per la mensa: a tutte queste persone diciamo di partecipare attivamente alla manifestazione, restituendo le tessere elettorali, perché se i principi fondamentali della nostra Costituzione non vengono fatti rispettare, allora noi non facciamo parte di questo Stato e non lo riconosciamo nemmeno quando si tratta di andare a votare”.

Firmato: alcuni genitori delle scuole Patari-Rodari, Vivaldi, T. Campanella, G. Gaber, L. D’Errico.”

(fonte )

p.s. genitrice di Patari-Rodari, here I’m.

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