Eleonora ad al-Qāhira .

Ho conosciuto  La Gatta attraverso il suo photoblog . Eleonora  è una giovane donna che vive, attualmente, al Cairo. Ieri ho letto un suo racconto che mi ha colpito molto, descrive parte della sua esperienza di donna ad  al-Qāhira. Ha iniziato a scriverlo  in un momento legittimo di frustrazione e arrabbiatura ma è molto lucido, schietto e spalanca le porte ad una discussione complessa, che vada al di là degli stereotipi.

Le ho chiesto di raccontarmi quale vento l’abbia spinta in Egitto, e lei mi ha risposto così:

                                                                                                                                                                              Eleonora

” Ho un rapporto amore ed odio con il Cairo.

Sono cresciuta qui. Mia madre e mio padre si sono incontrati ed innamorati ad Al Qahira ed io ho trascorso i miei primi 8 anni di vita credendo di essere egiziana. Solo dopo 2 anni in Libia ed altri due in Oman, sono tornata in Italia rendendomi conto di non appartenere a nessun Paese. Mi sento una cittadina del mondo.

Il mio interesse per il Medio oriente sicuramente proviene dalla mia esperienza all’estero. Devo dire che lo shock piu’ grande l’ho avuto al mio rientro in Italia. Abituata ad un ambiente internazionale, mi sono ritrovata in un piccolo paese della pianura padana dove venivo indicata come l’egiziana. A 13/14 anni vuoi semplicemente conformarti con gli altri per cui in parte ho rimosso il mio passato ed ho cercato di ambientarmi. Con poco successo.
Solo dopo un paio di anni ho capito la ricchezza che ho ereditato da quei viaggi.

L’anno scorso, terminati i miei studi, avevo deciso di andare a Damasco ad approfondire la mia conoscenza dell’arabo. Poco prima di partire e’ scoppiata la rivoluzione ed ho dovuto cambiare destinazione. In parte credo sia stato il destino a volermi indirizzare verso l’Egitto. Ho capito era ora di tornare alle mie “radici”.

E’ stato stranissimo tornare dopo tanto tempo. Ancora adesso mi imbatto in posti che fanno riemergere memorie sepolte, respiro profumi che rimandano a ricordi non ben definiti ma che so appartengono alla mia infanzia e c’e’ una parte di me che, per la prima volta, si sente a casa. Una sensazione che, per una persona irrequieta come me, e’ nuova.

Sono arrivata a maggio dell’anno scorso, subito dopo la rivoluzione. Attraversare Tahrir, dopo averla vista colma di egiziani ribellarsi alla dittatura di Mubarak, fu una grande emozione per me. Dopo una piccola pausa in Israele per svolgere un tirocinio, sono tornata qui. Al Qahira mi mancava immensamente. Adoro questa citta’ dove gli opposti si incontrano e si scontrano. E’una citta’ profondamente contraddittoria, ma e’ cio’ che la rende cosi affascinante. Indubbiamente, bisogna saperla osservare e comprendere per notare la sua bellezza.

Ormai e’ da 5 mesi che abito qui. E se potessi rimarrei ancora a lungo. Non e’ sempre semplice spiegare cosa si ama di questa citta’. Il piu’ delle volte noi stranieri ce ne lamentiamo…ma poi rimaniamo!In qualche modo ti strega.

Non neghero’ che pero’ essere donna al Cairo e’ estremamente frustrante per questo motivo ho deciso di scrivere questo post . “

Invito tutte-i a leggere il post di Eleonora ed a lasciare un commento.

( Un abbraccio ad Ele da Cz!)

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