Una donna come sindaco, a Catanzaro (2).

La risposta di Carla Rotundo a Franca Fortunato

“”Una candidata sindaca. Perché no! Istintivamente è questa la prima riflessione che mi viene da fare all’intervento arguto e provocatorio di Franca Fortunato. Sarebbe per la città una vera rivoluzione,E forse di questo ci sarebbe bisogno, di una rivoluzione, per svegliare dal torpore una città ormai rassegnata al proprio destino, a perdere i propri figli, una città in cui non esiste un asilo nido comunale, una città in cui si riscontra un alta percentuale di povertà relativa, una città in cui mancano scuole degne di questo nome, una città in cui  non si è mai dato all’ambiente l’importanza che meritava, tanto da comprometterne lo sviluppo.. Una città indolente anche di fronte  alla vicenda di un sindaco eletto con il 63%  che ne dichiara la ingovernabilità e la abbandona al proprio destino. Una città che , sempre indolentemente, si appresta a sopportare  i soliti rituali preelettorali, a votare i soliti “politici” buoni per ogni stagione che si riciclano passando da uno schieramento all’altro, senza provare il minimo imbarazzo. In questi giorni si registra un fermento ed una frenesia, tutta maschile, per riconquistare i luoghi tradizionali del potere, ricorrendo ai soliti metodi che di fatto, oltre a compromettere pesantemente la crescita socio-economica della città, hanno creato una generale disaffezione alla politica da parte dell’elettorato, per cui o non si va a votare, o si vota il parente o il vicino di casa o chi promette posti di lavoro, facili licenze edilizie, per cui il voto non è più libero e consapevole,tanto che poi, alla fine, ad essere eletti saranno sempre gli stessi o chi per loro Si faranno liste in cui ci sarà di tutto di più, senza che minimamente vengano valutate capacità amministrative o politiche dei singoli candidati, ma soltanto la loro tenuta elettorale, tanto poi a dettare le regole in città saranno i soliti noti. E le donne? In linea di massima la popolazione femminile si dimostra reticente alla carriera politica e l’elettorato, d’altronde, è sempre stato poco incline al voto rosa. La percentuale delle donne candidate a Sindaco in Italia è irrisoria, a Catanzaro mai nessuna. Le percentuali delle donne iscritte nelle liste elettorali a sostegno dei candidati a sindaco sono di solito basse, a Catanzaro bassissime e poche quelle che non siano di mero servizio. Il risultato è che, in particolare nella nostra città, le elette, quando va bene, sono al massimo due. Né la situazione cambia nella scelta degli assessori, sia che si sia trattato di governi di centrodestra che di centrosinistra, al massimo, sempre dopo tante trattative, una assessora. D’altra parte non si può dire che Catanzaro  non possieda donne in grado di assumere tali  ruoli, anzi! Si potrebbero  indicare tante donne competenti presenti nelle professioni e nelle amministrazioni, con capacità dirigenziali, organizzative, e soprattutto innovative, non indifferenti. D’altra parte chi più delle donne paga la mancanza di vivibilità della nostra città, chi più delle donne sa quanto sia difficile coniugare i propri tempi con quelli della famiglia e del lavoro e quale sia il welfare necessario a rendere meno difficile la vita in questa nostra città per i bambini, per gli anziani e per le famiglie? Sono le donne con il loro vissuto quotidiano che possono più di ogni altro saper indicare quali siano i bisogni diversificati dei cittadini. Difficilmente però le donne si autopropongono,  per la maggior parte sono dotate di un senso del pudore per lo più sconosciuto ai signori uomini, alle donne in genere non piace stare dietro la porta del potente di turno in attesa di posti di potere o consulenze .Le poche  che lo fanno sono di solito uguali agli uomini e quindi non in grado di cambiare il sistema..Ecco, allora, dovrebbero essere proprio le donne  a scommettere sulle proprie risorse, sul proprio patrimonio di sapere, di conoscenza, di esperienze , riconoscendosi un ruolo nella politica e nelle istituzioni. quale obiettivo delle prossime elezioni amministrative, Personalmente  mi auguro, che più donne si candidino a governare questa città, che ci siano più elette e che i prossimi  programmi elettorali, aldilà delle solite liturgiche promesse, tengano veramente in conto i temi cari alle donne. In questo senso accolgo l’appello di Franca Fortunato ed anch’io dico “Se non ora quando”?

Catanzaro 09.01.2012                                                                               Carla Rotundo

                                                                                                                   SEL Catanzaro””

(pubblicata sul Quotidiano della Calabria del 10 gennaio).

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