Centri antiviolenza: la graduatoria dei soggetti ammessi a finanziamento in Calabria

Scritto per Scirocconews

“”Con il decreto numero 12990 del 17 ottobre 2011, il Dipartimento 10 della Regione Calabria rende nota la graduatoria dell’Avviso pubblico per la selezione di progetti finalizzati alla creazione o potenziamento di Centri di ascolto per donne vittime di violenza di genere (Legge regionale 21 agosto 2007 20).

I soggetti ammessi a finanziamento, su 46 proponenti, sono 7.

A partire dal punteggio più alto assegnato : il Centro Lanzino (Cs), nato come risposta da parte di un gruppo di donne al brutale assassinio di Roberta Lanzino; l’Arcidiocesi di Reggio Calabria; Noemi società cooperativasociale (Kr), la cui storia nasce dall’esperienza di un gruppo di volontari con le suore della divina volontà e i religiosi della Pia società di san Gaetano; il Comune di Lamezia Terme, in partenariato con vari Enti ed associazioni lametine tra le quali Associazione Mago Merlino e Progetto Sud di don Giacomo Panizza; la Fondazione Lanzino (Rende), nata per volontà dei genitori di Roberta Lanzino; l’IPF Onlus (Gallico, Reggio Calabria), Istituto Per la Famiglia fondato da Gilberto Perri fondatore della chiesa evangelica “Gesù Cristo è il Signore”; e a parità di punteggio con quest’ultimo la Fondazione Città solidale (Cz) che ha don Piero Puglisi come presidente ed è stata istituita dalla Caritas Diocesana di Catanzaro – Squillace.

L’importo destinato dalla Regione è di 75.000 euro per ogni soggetto ammesso proponente, ad eccezione del Centro Lanzino per il quale la cifra finanziata è di 40.710,40 euro.

Abbiamo già scritto su Scirocconews dell’enorme ritardo con il quale l’amministrazione regionale ha emanato il bando di avviso pubblico per l’attuazione della Legge regionale 21 agosto 2007 n.20 e di come nel bando sia stato ignorato sia l’art.5 della legge 20 stessa che la legge di bilancio, nel destinare i finanziamenti esclusivamente ai cosiddetti centri di ascolto ma non alle case di accoglienza. Ad oggi, quindi, pare non ci siano nella regione Calabria case rifugio segrete, come luoghi idonei e sicuri per le donne che decidono di sottrarsi alla violenza, nei quali sia possibile intraprendere con tranquillità un percorso di superamento del trauma e ricostruire con serenità la propria autonomia.

Una via d’uscita a questa situazione di emergenza, però, viene fornita, come azione specifica rientrante nel Piano Nazionale contro la violenza di genere del 2010 e come ultimo atto della ministra Carfagna, dall’Avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale – 5a Serie Speciale – C.P. 133 dell’11 novembre 2011, per il “sostegno ai centri antiviolenza ed alle strutture pubbliche e private finalizzato ad ampliare il numero di servizi offerti alle vittime la cui incolumità sia particolarmente a rischio e per l’apertura di centri antiviolenza a carattere residenziale nelle aree dove è maggiore il gap tra la domanda e l’offerta“.

“Considerate le condizioni socio-economiche prevalenti nella nostra società – si legge nelle finalità dell’Avviso – molte donne sono costrette a scappare dalle loro case per sfuggire alla situazione di violenza, salvarsi la vita e trovare protezione e rifugio. Il Consiglio europeo nel 1997 ha raccomandato che vi fosse disponibile un posto in un centro antiviolenza ogni 7.500 abitanti. […]“.

“Con questo Avviso – si legge ancora – il Dipartimento intende sostenere e potenziare tutte quelle strutture pubbliche e private, in grado di fornire alle vittime di violenza di genere ed ai loro bambini non solo un rifugio sicuro, ma una possibilità concreta di empowerment, incoraggiandole a prendere la vita nelle proprie mani. L’obiettivo è di accrescere nel paese il numero di posti letto disponibili in rifugi sicuri in cui le donne e i loro bambini che hanno subito violenza possano vivere liberi dalla paura di essere nuovamente vittime di abuso. Sono quindi ritenuti prioritari sia gli aspetti relativi alla sicurezza delle strutture, sia l’offerta di servizi specializzati”.””

2 comments

  1. La Mediterraneacav ha proposto il ricorso al TAR contro questo provvedimento, pertanto i fondi come era giusto sono stati bloccati sino a sentenza definitiva dei vari procedimenti giudiziari… Ben gli sta a chi voleva speculare sulla legge n°20, il cui ideatore e relatore e lo stesso Dott. Ierace presidente della Mediterranea.

  2. mi pare che ci dovremmo augurare tutte-i, prima di tutto, che le donne possano trovare al più presto il supporto del quale hanno necessità, vitale. detto ciò mancano delle linee guida regionali, che chiariscano finalmente a tutte-i cos’è un centro antiviolenza e come deve funzionare.

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