Architetture del desiderio.

                                                                             ARCHITETTURE DEL DESIDERIO, recensione di Franca Fortunato dal Quotidiano della Calabria del 28.11.2011

      “” IN questo periodo in cui l’Italia intera frana, si sgretola, sotto la pioggia, al nord come al sud, trascinando nel fango cose e persone, appare di grande attualità il libro, uscito da poco, dal titolo “Architetture del quotidiano”edito Liguori. Curato da Bianca Bottero, Anna Di Salvo e Ida Farè, il testo è nato da un convegno del 2008 dal titolo “Microarchitetture del quotidiano: sapere femminile e cura della città”, organizzato da donne e uomini della rete delle Città Vicine, in relazione con architette, urbaniste e docenti del Politecnico di Milano e dello storico gruppo “Vanda”. La città, con le sue abitanti e abitanti è  al centro di questo libro, in cui si rende visibile un agire e un pensare, più di donne che di uomini, che hanno a cuore la cura del territorio a partire dai corpi che la abitano e dalle relazioni che l’attraversano. Oggi più che mai serve la consapevolezza, espressa nel libro, che il sapere della cura e le pratiche femminili possono orientare e fornire nuove chiavi interpretative al modo d’intendere lo spazio urbano anche da parte di ingegneri, urbanisti designer, ambientalisti, tecnici. Un sapere che dalla scienza della casa si apre al desiderio più ampio di “una città dove il pubblico si fa domestico”. Il libro, attraverso i racconti delle protagoniste e protagonisti, dà conto del lavoro simbolico e delle lotte con cui, in tante città, Comitati civici, associazioni, gruppi spontanei di cittadine e cittadini in relazione tra loro, si riappropriano,  della cura della città e di chi la abita, partendo dal proprio desiderio. Non c’è lamento, non c’è schieramento o opposizione a tutti i costi, ma assunzione di presa in carico, a partire dal proprio desiderio, da parte di ognuna e ognuno di ciò che serve al bene comune. Salvare e difendere la città, con pratiche creative, dalla distruzione di parchi, giardini, ville, case barocche,  per fare posto a centri commerciali o a parcheggi sotterranei, è possibile. Salvaguardare la memoria dei luoghi, la salute propria e della propria terra, col presidio del territorio destinato ad inceneritori e con l’organizzare Comitati, come “Donne 29 agosto” di Napoli, per la raccolta differenziata, è possibile. Spostare lo sguardo sulla propria città dal denaro alle relazioni, dal profitto al bene comune, dal mercato alla vita,         è possibile. Il libro non fa che rendere visibile tutto ciò e altro. Catania, Foggia, Catanzaro, Milano, Firenze, Roma, Mestre, Bologna, Verona, Chioggia, Napoli, sono solo alcune delle città presenti nel libro, dove lo spostamento di sguardo trova nell’esperienza artistica l’insegnamento “ a vedere,  riconoscere e preservare la bellezza più o meno manifesta del contesto in cui si vive. Da questa si può affrontare il negativo che ci circonda.” Un libro ricchissimo di esperienze, di pensiero e pratiche politiche che fanno  luce nel buio della cementificazione selvaggia del territorio e delle scelte urbanistiche avventate,  di cui ne stiamo pagando le tragiche conseguenze.                                   Un libro che orienta nel cambiamento di cui oggi, più, che mai, c’è bisogno per salvare le città, la terra, la vita per noi e le generazioni che verranno.

 

“Architettura del desiderio” a cura di Bianca Bottero- Anna Di Salvo – Ida Farè  ed. Liguori  pgg. 157 €19,90

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