Un po’ di conti.

Ho fatto un po’ di conti…giusto per chiarezza.

Al comune di Catanzaro si presentano sette candidati a sindaco. Tra di loro neanche una donna.

Su 23 liste e 697 candidati-e per il consiglio comunale : 525 sono uomini e 174 sono donne.

Ma andiamo nel dettaglio:

Per Michele Traversa candidato a sindaco, su 11 liste (Pdl piu’ altri) e 344 candidati-e al consiglio: 283 uomini e 61 donne. [n.b. in due liste- FiammaTric. e Alleanza di centro Pionati- di 32 candidati ciascuna, neppure una donna]

Per Salvatore Scalzo candidato a sindaco , su 5 liste (Pd piu’ altri) e 149 candidati-e al consiglio : 110  uomini e 39 donne.

Per Luigi Ciambrone candidato a sindaco, su due liste (Fli e altro) e 64 candidati-e al consiglio: 34 uomini e 30 donne.[n.b. Ciambrone ha risposto con una serie di no alle nostre richieste, tranne che per quanto riguarda la presenza delle donne nelle liste]

Per Antonio Argiro’ candidato a sindaco, su due liste (Api e altro) e 58 candidati-e al consiglio: 40 uomini e 18 donne.

Per Luciano Celia candidato a sindaco, su una lista (Fratelli d’Italia-Io sud) e 32 candidati-e al consiglio: 22 uomini e 10 donne.

Per Francesco Aroma candidato a sindaco, su una lista (Partito comunista) e 29 candidati-e al consiglio: 20 uomini e 9 donne.

Per Pantaleone Fioresta candidato a sindaco, su una lista (Lega Calabria Fed.) e 22 candidati-e al consiglio: 15 uomini e 7 donne.

Quante donne saranno elette, quante faranno parte della giunta comunale (uno dei punti delle nostre richieste) ? Tra un mese circa sarà già tempo di tirare le somme ( e continuare a tirar la soma…), ma di certo noi noi andiamo avanti 

dal Quotidiano della Calabria del 17 aprile (pag.26-27)


 da un documento, di collettiva_femminista Sassari , che merita un’ attenta lettura “” […]Tuttavia, non ci si interroga sulle ragioni di quella assenza, sui motivi che allontano ed escludono le donne dalla politica maschile, considerata politica tout court; motivi e ragioni, sia detto per inciso, che giustificano l’esistenza delle politiche pari opportunità. Non soltanto non si riflette su questa assenza, che è una immane perdita di saperi, di intelligenze, di talenti per la società tutta, ma si individuano le donne come responsabili, colpevoli addirittura del loro non esserci. Il cerchio si chiude nel segno dell’assurdo: una politica che esclude di fatto le donne e che poi le accusa della loro esclusione. Ed è significativo che a puntare il dito contro le donne che stanno altrove, lontane e tenute fuori dai palazzi e dalla gestione del potere, siano soprattutto quelli e quelle che per primi hanno aderito alle logiche dei partiti, e sono loro, di fatto, i responsabili dell’esclusione delle donne dalla politica (partitica)[…]””.




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