17 gennaio: solidarietà internazionale contro il femminicidio in Messico.

Questa è la risposta a quanto mi chiedevo oggi.

Lunedì 17 gennaio 2011 ore 10:00 Manifestazione mondiale presso le ambasciate e consolati messicani, contro i femminicidi di Marisela Escobedo, Susana Chávez e di tutte le donne e bambine uccise e scomparse negli ultimi 18 anni.

CE LA FACCIAMO ad organizzarci? Sarebbe bello poter urlare tutte-i assieme basta femminicidio , nello stesso momento, dal Messico all’Italia.

“”Como es de su conocimiento en los últimos meses han existido muchos asesinatos en la ciudad de Chihuahua, México, como la defensora de derechos humanos Marisela Escobedo mientras protestaba por la impunidad en la que se mantiene el homicidio de su hija Rubí Marisol Frayre Escobedo o recientemente Susana Chavez, poeta y activista quien hizo el lema: Ni Una Muerta Más.

Estos crímenes no son hechos aislados, miles de de mujeres han sido víctimas de feminicidio en Chihuahua y todo el territorio mexicano y las defensoras de derechos humanos que buscan justicia son continuamente hostigadas, agredidas y amenazadas de muerte.

Por ello estamos haciendo un llamado a la solidaridad internacional para manifestarnos en contra del crimen de Marisela Escobedo y el feminicidio en México este próximo 17 de enero de 2011 a las 10 am., en las embajadas y consulados de México de sus respectivos países.

En las manifestaciones las organizaciones de Chihuahua han sumado varios elementos simbólicos que nos han compartido por si son útiles para la manifestación:
En Ciudad Juárez hemos adoptado una manera particular para exigir justicia a partir del asesinato de Marisela. Nos cubrimos la cabeza y el rostro -dejando sólo los ojos libres- con un manto, velo o rebozo blanco, para simbolizar el riesgo que corren las mujeres que demandan y exigen justicia.
Las cruces rosas (que se han colocado por parte de las organizaciones y madres de mujeres asesinadas tanto en Chihuahua como en Juárez) simbolizan desde hace más de una década los asesinatos de mujeres por razones de género. A veces cada una lleva un nombre en color negro. Otras cruces, más grandes, las hemos colocado en lugares estratégicos como frente al palacio de gobierno o en el puente internacional. Les ponemos clavos y en cada uno de ellos ponemos un listón con el nombre de una de las mujeres asesinadas cada año.
En mantas ponemos las fotos y nombres de las mujeres desaparecidas. Las llevamos siempre, para que se sepa a quienes buscamos, quienes faltan cada día.
También usamos flores, para las cruces, para los lugares donde nos instalamos. A veces son flores naturales, otras veces hacemos flores blancas con papel, retomando las flores del Campo Algodonero. Para Marisela, se colocaron veladoras y la sociedad, espontáneamente, cubrió el perímetro del Palacio de gobierno de Chihuahua con más de mil veladoras.
También en hemos pintado frases de poesía y hecho murales en colonias fruto de la reflexión con las mujeres.””fonte

7 comments

  1. andrebbe benissimo francesca…il problema è che, nonostante alcune sollecitazioni, non so se associazioni-collettivi-donne-uomini si stiano muovendo in questo senso (cioè nell’organizzare sit-in o cose del genere), magari domani avremo qualche notizia…forse a milano sei in contatto con persone-associazioni-collettivi interessati ad un’eventuale azione. grazie🙂

    modifica: forse a roma “ci siamo”!

  2. A Roma organizzazione Donne daSud
    Ora lunedì 17 gennaio · 10.00 – 12.00

    Luogo Via Spallanzani 16 (vicino Villa Torlonia)

    A Napoli da Marianna Miccirelli:

    Ora lunedì 17 gennaio · 16.30 – 18.30

    Luogo Consolato del Messico – Napoli, Largo Sermoneta 22 – Mergellina

    da Donne daSud:
    Maggiori informazioni Ni una más

    L’autrice di questa frase è stata assassinata. Si chiamava Susana Chávez e, oltre ad essere attivista contro i femminicidi a Ciudad Juárez, era poeta. Aveva 36 anni. Hanno gettato il suo corpo seminudo per strada. La testa era avvolta in un sacchetto di plastica nero. Le mancava la mano sinistra.
    A Susana piaceva scrivere. Iniziò verso gli 11 anni. Era sul punto di finire un poemario. Dedicò la sua vita a denunciare le ingiustizie contro le donne. Offriva letture delle sue poesie durante le manifestazioni per le donne scomparse e assassinate.
    Verónica Leitón realizzò una performance basata sulla sua poesia. Susana pubblicava su riviste e quotidiani e partecipò come modella sulla copertina promozionale del film “16 en la lista”, il cui soggetto aveva per tema i femminicidi.

    Il 5 gennaio ha detto a sua madre che sarebbe andata in centro con degli amici. Quel giorno è stata assassinata, ma le autorità hanno consegnato il suo corpo cinque giorni dopo. Perché?, si domandano in molti. La versione che la questura di Chihuahua vuole spacciare per vera è che si è trattato di un crimine comune che non aveva nulla a che vedere con il suo attivismo.
    I presunti assassini sarebbero Sergio Rubén Cárdenas de la O detto “El Balatas”, Aarón Roberto Acevedo Martínez detto “El Pelón” e Carlos Gibrán Ramírez Muñóz detto “El Pollo”. Dicono che Susanna abbia affermato di essere una poliziotta e che li avrebbe denunciati in quanto membri di una banda. Allora l’avrebbero messa dentro la doccia e lì asfissiata. Successivamente le avrebbero amputato una mano con una sega per farlo sembrare un atto criminale tipico della delinquenza organizzata. La questura ha scartato l’ipotesi che ci fossero delle prove di violenza sessuale, ma in teoria quello sarebbe stato uno dei motivi dell’aggressione.
    La questura si difende ed argomenta che Susana non partecipava più a manifestazioni contro i femminicidi da sei anni, che non era più in contatto con l’ambiente delle organizzazioni non governative che denunciano violazioni dei diritti umani, che negli ultimi anni lavorava al El Paso (Texas) come badante di anziani, e via discorrendo…
    La cosa certa è che non meritava di morire così. Né lei né nessun’altra. E che Amnesty International ha richiesto un’investigazione approfondita. E che la Commissione Nazionale dei Diritti Umani ha aperto un’inchiesta. E che le ONG e i collettivi di donne non hanno intenzione di starsene zitti, né di nascondere la propria indignazione. E che molte persone pensano che il silenzio ci rende complici.

    PRESENTIAMOCI PERCIO’ ALL’AMBASCIATA MESSICANA LUNEDI MATTINA ALLE 10, PER CHIEDERE GIUSTIZIA PER SUSANA CHAVEZ CONTRO OGNI FEMMINICIDIO.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...