‘Ndranghetown ed ecografie mammarie.

foto di Paola Bottero

Ricevo da Paola Bottero :

“”Anno devastato e devastante, questo 2010.

Inizia il 12 gennaio con il terremoto di Haiti: 250mila vittime, 3 milioni di senzatetto, centinaia di migliaia i feriti. Il 20 marzo si risveglia l’impronunciabile vulcano islandese, Eyafjallajokull, bloccando voli e scali europei sine die. Dal 20 aprile, per centosei giorni, la piattaforma della Bp sputa nel Golfo del Messico milioni e milioni di barili di petrolio. Ad agosto iniziano le inondazioni in Pakistan: 14 milioni di sfollati e 2.000 morti.

In mezzo, le solite cose. La bancarotta in Grecia, con rivolte all’ombra del Partenone, la vittoria dei Repubblicani su Obama alle elezioni di Midterm, la ripresa di blitz e scontri nella Striscia di Gaza, l’Afghanistan ancora al centro delle brame economiche e di potere, con le solite vittime civili e militari, il tentativo di fermare Emergency accusando i suoi attivisti di essersi schierati dalla parte dei talebani.

A giugno si accendono i riflettori sulla waka-waka sudafricana, con i primi mondiali di calcio giocati nel continente nero. Vince la Spagna. Ma prime assolute sono le vuvuzelas.

A dicembre il cambio di governo in Brasile, con la vittoria al ballottaggio di Dilma Rousseff, rappresenta in realtà un continuum politico per il Brasile. Nulla di nuovo anche sul solito teatrino della compravendita politica di casa nostra, le accuse, le promesse, i matrimoni, le separazioni in casa e i divorzi.

Qualcosa di nuovo in Calafrica c’è, invece, in questo 2010 di transizione.

Un qualcosa che ha preso vita in un luglio infuocato, destinato a rimanere nella storia. L’offensiva alla ‘ndrangheta parte da Milano il 13, e porta la firma di Boccassini-Pignatone: trecento arresti, migliaia di pagine di ricostruzioni e intercettazioni che rendono meno misterioso il cuore dell’organizzazione criminale e dei suoi satelliti sparsi per il mondo. Il 22 luglio il tribunale di Vibo emette la sentenza di condanna di 8 dei 9 imputati per l’omicidio di Federica Monteleone, uccisa in una sala operatoria il 19 gennaio 2007 e morta per anossia cerebrale il 26 gennaio. Il 18 dicembre la giustizia arriva per un altro caso emblematico, con la condanna dei due imputati dell’omicidio di Gianluca Congiusta.

Da luglio il corso della verità e della giustizia pare non volersi più fermare. Arresti di boss, confisca di beni, conferma della collusione tra politica e ‘ndrangheta, sono solo alcuni degli ottimi risultati di quest’anno ormai agli sgoccioli.

Il 2010 si conclude con molte verità sul potere del sangue. E segna la fine di un percorso personale, nato ormai tre anni fa con il bisogno, la necessità di raccontare la vita di germogli spezzati. Un percorso condiviso dall’inizio dello scorso anno, quando “ius sanguinis” faceva sentire i suoi primi vagiti targati Città del Sole edizioni. Oggi è un romanzo che sa muovere da solo i propri passi, appoggiandosi alle tante madri e ai tanti padri che ha trovato sulla sua strada.

Con il 2011 si apre una nuova strada. Quella di ‘ndranghetown. Strada futura e futuribile, che è necessario conoscere perché non diventi mai presente, ma rimanga un futuro possibile.

Il mio nuovo romanzo, in pubblicazione, è un modo per esorcizzare una paura. Ma soprattutto per ringraziarvi di aver accompagnato finora il mio cammino. E per augurarvi tutto ciò che meritate nell’anno in arrivo.””

Cara Paola, leggo la tua lettera proprio oggi… che la Gazzetta del Sud pubblica la notizia sconcertante della scarcerazione di Giuseppe Belcastro, condannato all’ergastolo per reati di mafia legati all’inchiesta sulla ‘faida di Sant’Ilario’ nella locride ed avviato alla pena alternativa in una casa-lavoro, per scadenza dei termini della custodia cautelare. Eh si, perché pare che ci siano voluti ben quattro anni e mezzo per depositare le motivazioni della sentenza d’appello con le quali Belcastro è stato condannato all’ergastolo. Un ritardo che ha causato l’uscita dal carcere anche di un altro imputato del processo ‘Prima Luce’, Luciano D’Agostino, condannato a 15 anni di reclusione. Un ritardo già denunciato a novembre in un’interrogazione parlamentare da Angela Napoli , la quale ricorda di aver presentato ben due interrogazioni a riguardo ma di non aver ricevuto mai una risposta; e in tutto cio’ mi chiedo: ma gli pseudo partiti di sinistra di cosa si occupano? La Regione Calabria come si colloca? Lo Stato dov’è?

Leggo la tua lettera proprio oggi… che cinque persone sono state uccise in un agguato nel vibonese. Domenico Fontana, ed i suoi quattro figli. La strage è avvenuta nella loro masseria, i corpi sono stati ritrovati dalla madre dei ragazzi che ha cercato disperatamente di rianimare uno dei figli che è morto durante il trasporto in ospedale.

Leggo la tua lettera proprio oggi… che stavo per telefonarti e raccontarti quello che mi è successo un paio di giorni fa. Sono andata allo sportello dell’ospedale Pugliese per prenotare una ecografia mammaria, quando finalmente (dopo due ore interminabili di attesa) è arrivato il mio turno mi sono seduta su una lercia poltroncina ed ho iniziato a pensare agli affari miei: il pranzo che non avevo preparato, il figlio da andare a prendere, il mio stato di salute, i soldi per la bolletta della luce, varie ed eventuali: mi sono dovuta riconnettere quando il “signore” seduto dietro alla scrivania mi ha detto “ Lei abita in via ……., ma ha capito chi sono io?”. “No, mi dispiace” ho risposto come un’allocca. Allora ha iniziato a spiegarmi che è lui che mi fa trovare nella cassetta delle lettere articoli di giornali locali nei quali si parla delle richieste, numerose, che rivolge al comune per la bonifica ambientale del quartiere nel quale abito (derattizzazione, cani randagi, muretti pericolanti…). Nel frattempo mi dice che il prossimo posto libero per un’ecografia mammaria sarà a fine maggio. A fine maggio?!E se dovessi avere qualche problema fine maggio non sarà un po’ troppo tardi per una diagnosi, mi chiedo. Allora lui prende dal cassetto una busta nella quale ci sono impegnative di donne che “sa” che hanno rinunciato all’appuntamento e vedendo il mio sconcerto mi spiega che non si dovrebbe, ma “per praticità” fa cosi’ ed inizia a parlarmi dei progetti che hai intenzione di portare avanti se sarà eletto consigliere comunale a marzo. Mi trova un posto per metà aprile, e mi dice che se voglio mi telefonerà se si dovesse liberare un posto, ma lo dice ammiccando ed io al colmo dell’imbarazzo declino ; poi quando mi alzo per andarmene mi dice con un sorriso, che se lo riterro’  “meritevole” potro’ votarlo alle prossime elezioni comunali.

A quel punto mi sono venute le caldane, ho accennato un saluto e me ne sono andata a passo rapido, andando quasi a sbattere alla signora che aveva atteso pazientemente che finissi. Me ne sono scappata a casa, non ho neanche fatto la spesa che avrei dovuto fare perché mi vergognavoa, di me stessa, della mia incapacità di reagire in maniera adeguata ad una simile profferta mafiosa; perché appena capito dove quel “signore” voleva andare a parare non mi sono alzata e non l’ho minacciato di sporgere denuncia, ma ho aspettato immobile che mi restituisse l’impegnativa e me ne sono andata senza dire una parola. Mi sono sentita paralizzata dallo sconcerto di avere davanti una persona che cerca di comprare un voto come puo’, sulla pelle di donne e uomini: con un’ecografia mammaria, nel mio caso, e non sono riuscita ad articolare una sola sillaba del mio disgusto. Questa è stata la mia reazione.

Cara Paola, leggo la tua lettera proprio oggi….che avrei voluto parlare con te di tutte queste cose. Pensi che abbia sbagliato giorno per leggerla?

Spero di poter esorcizzare anche io presto le paure, leggendo il tuo nuovo libro, ed intanto ti ringrazio.

3 comments

  1. Cara Doriana, come ho scritto, ‘ndranghetown percorre una strada futura e futuribile, che ho voluto raccontare perché rimanga un futuro possibile, perché non diventi mai presente.
    Volevo esorcizzare una paura che si alimenta nella mia quotidianità calafricota. Una paura che prende forma e si ingigantisce sempre più. Una paura che tu, come chiunque altro abbia a che fare con le troppe aree grigie ancora esistenti, percepisci con il disgusto di cui ci hai reso partecipi.
    Volevo esorcizzare. Ho tentato di farlo.
    Ma ogni giorno che passa, ogni storia quotidiana che vivo o che mi viene raccontata, mi portano a credere che quel futuro non sia così impossibile e distante. Però a volte le cose cambiano.
    A volte i colpevoli vengono condannati. A volte il silenzio viene rotto. E non mi sembra un particolare irrilevante.

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