Quando il femminicidio è un business e l’aborto un reato penale.

Grazie a Clara Ferri per aver sottotitolato questo lungometraggio interessantissimo, inviatomi in posta giorni fa, di Alex Flores e Lorena Vassolo che documenta il fenomeno del femminicidio a Ciudad Juárez, e sempre grazie ad Anita Silviano per la seguente traduzione:

” Inmujeres –DF darà sostegno e tutela alle donne detenute per aborto.
Tutelerà direttamente e invierà una denuncia alla sotto-Commissione contro la tortura della Nazioni Unite, per esigere di verificare lo stato delle donne detenute per aborto a Guanajuato.di Bertha Teresa Ramírez de la JornadaLa Direttora dell’Istituto delle Donne del Distretto Federale Martha Lucia Micher, ha offerto l’appoggio di questo organismo alle donne detenute per aborto nello stato di Guanajuato, vittime di ingiustizia da parte delle autorità locali che le ha incarcerate per aborto.Essa ha riferito che dinnanzi a queste azioni si procederà con la difesa legale attraverso la tutela diretta a carico delle diverse associazioni della società civile, inviando contemporaneamente una denuncia alla sotto-Commissione contro la Tortura delle Nazioni Unite esigendo la verifica della situazione delle donne detenute per aborto a Guanajuato.“ E’ incredibile il livello di impunità esistente in Messico, visto il sistema giudiziario di perseguire e condannare una donna completamente vulnerabile, funziona in maniera così pronta e tempestiva” ha aggiunto la funzionaria durante una conferenza presentata nella città di Guanajauto.Ha osservato inoltre che questa criminalizzazione che stigmatizza le donne, non ha altro significato che quello di una politica di discriminazione istituzionale, sessista, inquisitoria, aberrante, persecutoria, misogina e razzista” nascosta nel potere che viola la dignità delle donne e calpesta i loro diritti umani.Micher Camanera ha dichiarato che “ le donne si trovano un questa situazione di condanna per aborto, con una una pena di 35 anni di carcere, nonostante che il Codice Penale sanziona fino a tre anni.
Ha riferito che al momento ci sono 160 donne denunciate e 43 sono sotto procedimento penale e 14 di esse rischiano il carcere per il reato di aborto e sono libere su cauzione.
Quanto alle donne accusate di “omicidio in ragione della parentela” sono 7 le donne che sono nel carcere di Guanajauto che stanno scontando una pena fino a 30 anni di carcere. Ha denunciato.
Ha anche ricordato che nel luglio del 2009, le organizzazioni della società civile deGuanajauto presentarono un esposto di Allarme della Violenza di Genere rispetto alle riforme in materia di aborto che violano i diritti riproduttivi delle donne. In quell’occasione soltanto cinque associazioni di donne Michoacán, Guerrero, Yucatán, Oaxaca y el Distrito Federal, votarono per l’avvio di un’indagine sulle gravi violazioni dei diritti umani delle donne.La Camanera ha anche osservato che l’Istituto nazionale delle Donne in complicità con l’Istituto delle Donne di Guanajauto rifiutarono la ricerca e di discutere i meriti di tale Dichiarazione e che le titolari di quegli istituti che votarono contro “ hanno violato un obbligo di legge atto a garantire il rispetto e la tutela dei diritti delle donne”
La funzionaria del Distretto Federale ha riferito che nel 2008,la Suprema Corte ha stabilito l’incostituzionalità delle azioni 146/2007, alla quale si è aggiunta la 147/2007 con le quali la Procura G Generale e la Commissione nazionale chiedevano l’invalidità della Riforma del Codice Penale del DF (distretto federale) che depenalizzava l’interruzione di gravidanza entro la dodicesima settimana di gravidanza.
Un risultato fondamentale stabito da questa risoluzione è stato la non criminalizzazione dell’aborto, la libertà delle donne di decidere del proprio corpo, il rispetto per la salute fisica e mentale anche per la sua vita.
Ha inoltre denunciato a Guanajaiuto la persecuzione delle donne che abortiscono e che in alcuni casi le autorità ministeriali in collusione con le autorità giudiziarie, utilizzano una interpretazione “maligna della legge” , processano e condannano una donna che abortisce per il reato di “ omicidio”.

( fonte )

(foto :“Quest’ipocrisia provoca emorragie. Aborto legalizzato. Diritti al nostro corpo. Marcia mondiale delle donne”.  Manifesto  apparso durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, Brasile. Foto di Gabby de Cicco http://www.flickr.com/photos/pont_des_arts/)

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