Sorella del mio cuore.

Scrive una mia amica, che vive in Calabria, a Sud.

” ” La Guerriera.

 

Leila è arrivata in Italia dalla Somalia quando ancora era una bambina di pochi anni, insieme a sua madre e al suo patrigno italiano. Nel giro di pochi anni le sono nate due sorelle e tutto sembrava avere l’apparenza della normalità. Ma niente nella sua vita è stato mai normale, immagina una piccola Cenerentola color ebano, questa è Leila.
Schiava nella sua casa, maltrattata da sua madre, presa a vergate per le cose più banali, costretta a pregare un Dio che non le appartiene, Leila si occupa di tutto, delle sue sorelle, lei non conosce la fanciullezza. Siamo cresciute insieme, sullo stesso pianerottolo, sempre insieme, porte aperte e tanti momenti felici solo nostri.
Ma Leila è somala e deve seguire la tradizione del suo paese e sua mamma la porta da un medico italiano , compiacente, che le pratica l’infibulazione condannandola ad una vita senza piacere e di molto dolore, perché un giorno Leila dovrà sposarsi nel suo paese e sarà una donna cucita per il piacere e la stupidità umana. Ma lei è una guerriera, una che si rialza, piena di voglia di viver in mezzo a tuttta questa tristezza, poche lacrime , mai un lamento, ma solo voglia di riscatto.
Poi lei è bellissima, come solo le donne somale sono, e piena di sogni…
Quando è arrivato il tempo del matrimonio, Leila, è stata riportata in Somalia, forse promessa a qualcuno, ma la c’era la guerra e sua madre l’ha lasciata sola ripartendo per l’Italia. Senza casa, solo paura dei proiettili che le passano sualla testa, a dormire sotto qualche albero, dove un gruppo di militari l’ha trovata,affamata ed impaurita, e l’ha rispedita in Italia.
Per quanto tempo non hai dormito. Leila? Per quanto ti sei svegliata gridando con i rumori della guerra nelle orecchie? Ma tu sei una guerriera e ti sei rialzata, ma hai continuato ad essere schiava di chi ti aveva messo al mondo..Poi un giorno tua madre vi ha lasciati, ha preso ogni cosa ed è scomparsa, che peso ti sei tolta ed anche il tuo vecchio patrigno, succube e vigliacco, ha capito quanto tu fossi importante e quanto lui avesse sbagliato con te.
Forse un nuovo inizio. Un uomo, un lavoro e tu sempre bellissima e piena di voglia di vivere. Tutto abbiamo fatto insieme, tutto ci siamo dette..tuttto, un amicizia di sangue abbiamo detto sempre, sorelle.
Ma non è vero che il tempo rimargina tutte le ferite e forse le tue sono così tante e profonde, che tu non hai più avuto la forza di combattere per questa vita. Allora la depressione, quella che ti lascia senza speranza, e l’alcool, quello che non ti lascia scampo…sempre più triste e sempre più ubriaca, Leila, ma non lasciarti andare tutto passa…Parliamo, parliamo….parole…
Ieri eri così ubrica che sei svenuta e deliravi, ti hanno portato all’ospedale, sorella mia, e tutti dicono che non ce la farai ad uscire da tutto questo. Oggi scrivo di te della tua storia, perché so che sei una guerriera come ce ne sono poche in questo mondo ed di nuovo alzerai la testa e sarai bellissima. DONNA..SORELLA..GUERRIERA.. a TE VA IL MIO AMORE.” ”

(foto Edouard Boubat)

 

3 comments

  1. è passato un mese.. come sta Leila?..
    se la vedi dille che c’è (anche) una che qui nel buio pensa a lei, come a una sorella, e a tutte quelle come lei, come sorelle da sempre e per sempre e vorrebbe raggiungerle tutte con un pensiero capace di toccarle; e che come me ce ne sono tante altre.
    Da qualche parte.. su qualche piano insondabile della coscienza, dove nella normalità non riusciamo a scrutare, siamo unite e coscienti di esserlo, ne sono sicura.

  2. Io sono stata e sono madre e padre di mia figlia.Per scelta.Leggendo questa terribile e sconcertante storia mi domando come una madre, che ha partorito una figlia con dolore come ogni madre,abbia potuto abbandonarla ad un destino così crudele e violento.Le ha solo prestato la pancia dove stare fino alla sua nascita,appena “buttata” fuori l’aveva già dimenticata.Era altro da sè.Chissà dove sarà,chissà quanto altro dolore e umiliazioni avrà subito e sopportato.Ha scelto l’alcool come madre,come padre,come compagno di vita.Voglio assolutamente credere che Leila tornerà da questo suo lungo viaggio di tormento e dolore.L’ho conosciuta attraverso le tue parole,parole piene d’amore,di dolore ma anche di speranza,ora la sento come figlia,come sorella.Sono convinta,come te, che Leila ce la farà e tornerà ad essere guerriera della luce.

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