Donne ferme all’uscio ( mercoledì 24 febbraio 2010)

Oggi non mi accontento delle notizie online allora compro il Quotidiano della Calabria, lo apro e scorro i titoli:

-la ‘ndrangheta in Germania dirotto’ i voti sul senatore
– a Maierato si torna a casa (qualche famiglia che abita nella parte bassa del paese!)
– la Regione ignora il suo patrimonio, non lo fa fruttare e potrebbe perderlo
– ucciso e sfigurato (!) dagli spari
-“andare oltre significa morte”, la lettera (la quinta in un mese ad un giornalista) inviata a Baldassarre

A rendere piu’ “significativi” gli articoli fotografie, facce di uomini, in giacca e cravatta, sorridenti, intenti a leggere carte o riuniti attorno a tavoli in legno massiccio.
Continuo a leggere e la presenza delle donne mi pesa: uccise, violentate ed usate.
– Due cutresi arrestati perchè coinvolti nella scomparsa di LEA GAROFALO, ex collaboratrice di giustizia svanita nel nulla (!) dallo scorso novembre.
– ANNA SCARFO’, giovane donna di Taurianova vittima di abusi sessuali e della misoginia violenta di tutta una comunità, rea Anna di aver denunciato i violentatori e di non essersene sentita in colpa
– si è consumato il teatrino beffa di Qui e Quo (Loiero e Callipo). Ieri tra i due fitto scambio di messaggi ufficiali (quelli ufficiosi non li conosciamo): Callipo proponeva a Loiero una candidatura di “superamento” attraverso un “passo indietro” di entrambi per arrivare ad una candidatura non invischiata nelle lotte di potere, possibilmente DONNA. Ovviamente l’accordo è saltato perchè entrambi avrebbero preteso di
“sceglierla” questa donna…tutto cio’ dopo che la giunta regionale ha fatto di tutto per non far passare una modifica sulla legge elettorale che prevedeva la doppia preferenza di genere e dopo che a fine novembre in occasione di un incontro cultural-politico, avevo sentito parlare molte donne in gamba, intelligenti, fare meravigliosi discorsi di restituzione e di riscatto, per poi ritrovarne alcune, come sempre, alla corte di chi diceva alla platea femminile “per ora le cose stanno cosi’ e non ci si puo’ fare niente”.

E mentre qui, quo e qua con tutto l’entourage (maschile e femminile) si preoccupano della formazione delle liste, si paventa per mancanza di fondi la chiusura dell’unico luogo di donne in Calabria – il Centro antiviolenza Roberta Lanzino – attivo dal 1988, con una linea telefonica, accoglienza, consulenza legale e psicologica, e un esercito di donne ogni mattina va a fare la spesa e torna a casa a preparare il pranzo…eh si, perchè nonostante abbia avuto modo di leggere in questi giorni cose inaudite del tipo ”
guardate il bicchiere mezzo pieno, una volta per le donne c’era il lavoro nero”, in Calabria la quota di donne occupate tra i 15 e i 64 anni (30,8%) risulta inferiore per oltre la metà a quella dell’Emilia Romagna (62,1%).A confermare il quadro negativo, i tassi di inattività analizzati dall’Istituto nazionale di Statistica, derivati dal rapporto tra le persone non appartenenti alle forze lavoro e la corrispondente popolazione di
riferimento.Diminuiscono le donne in cerca di occupazione. Molte donne rinunciano prematuramente all’idea di un lavoro oppure sono catturate dal sommerso. Ed è inutile che inizi a fare l’lenco delle situazioni personali che conosco, è cosi’.

Nel 1989 Maria Minicuci scriveva ” E’ una fase intermedia che vede la fine di un mondo e l’inizio di un altro. Un nuovo femminile è alle soglie”. Sono passati vent’anni da questa valutazione eppure mi pare che siamo rimaste ferme sulla soglia, quasi prive di ambiti sociali dove circolare liberamente in quanto individui. Ebbene amiche, lo vogliamo assestare un bel calcio alla porta? perchè mi pare chiaro che non ce la aprirà nessuno.

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